La Mia Vita e le sue Infinite Sottotrame… mentre Vivo momenti di Confusione tra Realtà & Cinema!

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giovedì 11 settembre 2014

Sì, viaggiare...

Viaggiare... viaggiare... viaggiare!

Per me è sempre stato un evento incredibile, un'insieme di momenti difficilmente spiegabili ed analizzabili.

Wanderlust: in questa parola è racchiuso tutto ciò che per me  rappresenta viaggiare!  Girare, conoscere, camminare, perdersi,  assaporare,  interagire,  curiosare ma soprattutto imparare.

Chi non viaggia non sa cosa si perde. Per me è una persona a metà. Viaggiare riempe il nostro bagaglio culturale,  ci rende migliori.

A volte penso che avrei dovuto sceglier un lavoro che mi permettesse di viaggiare.  Però credo ci sia una sostanziale differenza tra viaggiare per lavoro e viaggiare per un piacere più personale. Anche perché con la seconda opzione servirebbe un reddito più che sostanzioso.

Aerorporto: preferisco di gran lunga quello di Venezia, da più il senso di immensità,  via vai di persone e parcheggi più semplici da usufruire. Hahaahahhaha

Amo viaggiare! Confido in Dio di arrivare sana e salva e di godermi ste meritate ferie!

Buon voyage a moi!


Ps: alla security check mi hanno fatto levare le scarpe e palpata in ogni dove (tranne li obviously!)

mercoledì 18 giugno 2014

RIFLESSIONI SUL MIO FUTURO



Quando mia mamma mi dice "dobbiamo parlare" mi vengono i brividi. E' uno stato d'ansia a cui ancora adesso non riesco a dar risposta. Torno praticamente bambina, mi si susseguono nella mente numerosi pensieri sul cosa potrei aver combinato di talmente grave da poter esser richiamata. Il tutto ha poco senso in quanto io non combino mai nulla di sbagliato. Tranne nei miei pensieri.  Vabbè.

Tornando a noi, il discorsetto era incentrato su cosa volessi fare del mio futuro. Bella merda. Sound of silence. Non so dar risposta. Non perché io non abbia una bella vision board in mente, ma ci vuole CORAGGIO! Tanto coraggio. 

Cambiare. il concetto di base è proprio questo.

"Il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell'esistenza".
(Robert Kennedy)

Ecco cambiare non è sempre stato il mio forte. In realtà desidero cambiare ma non ho il coraggio necessario per farlo.

Oggi mi sento libera, ho pregato con mia mamma. Devo smettere di avere paura del futuro. Devo lasciarmi andare, seguire il corso degli eventi. Devo essere libera. Devo imparare a vivere. Di nuovo.

Quindi è deciso. Si parte all'avventura. E che Dio me la mandi buona.

“Non puoi scoprire nuovi oceani fino a quando non hai il coraggio di perdere di vista la spiaggia” Anonimo

lunedì 2 giugno 2014

Lost in Translation (2003)


PRODUZIONE: U.S.A.
ANNO: 2003
GENERE: Commedia/ Drammatico
DURATA: 105'
INTERPRETI: Scarlett Johansson, Bill Murray
SCENEGGIATURA: Sofia Coppola
FOTOGRAFIA: Lance Acord
SCENOGRAFIA: K.K. Barrett, Anne Ross
COLONNA SONORA: Brian Reitzell, Kevin Shields



Due solitudini nella scintillante metropoli di Tokyo…

Il film ci mostra due solitudini che si incontrano e si sfiorano, ma i cui destini non possono che perdersi, come nella traduzione del titolo.



In una Tokyo sempre più sfavillante e affollata, vero emblema della metropoli;
arriva Bob, famoso attore americano, sul viale del tramonto che accetta di girare lo spot pubblicitario di un liquore locale. Bob è stanco, Bob è stufo di fare le cose per gli altri, di assecondare gli altri. Deve passare una settimana a fare cose che non gli piacciono. Bob non riesce a gestire il jet lag, perché "troppi pensieri affollano la sua mente" e soprattutto, perché ogni giorno che passa nel caos linguistico della città nipponica,
si sente inadeguato, fuori posto.


Bob non riesce a comunicare: la traduzione non basta, in essa si perde sempre qualcosa. Poi una sera incontra una connazionale, Charlotte, giovane moglie di un fotografo e neolaureata in filosofia. Pure lei spersa. Charlotte passa le giornate ad ascoltare audiolibri e a visitare la città, nel vano tentativo di fare la turista. Anche a lei manca qualcosa, forse la compagnia, forse un amico.



“I just don’t know what I’m supposed to be.”
“You’ll figure that out. The more you know who you are, and what you want, the less you let things upset you.”

La solitudine li porta a conoscersi meglio, a comunicare veramente.

Non è tra i miei preferiti della Coppola, ma mi è piaciuta tantissimo l'ambientazione in terra nipponica.
Ho trovato un Bill Murray autoironico (attore troppo sottovalutato nonostante le sue ottime performance), una Scarlett Johansson candida e indecisa (che ho scoperto essere minorenne all'epoca!) dal sorriso dolce e sensuale.

Note negative:
- legate più alla traduzione del titolo italiano affibbiato alla pellicola;
- il giro per i bar/club con gli amici jappo jappo;
- i cliché etnici;
- la noia e la solitudine: ecco diciamo che non sono una grande fan di questi due sentimenti e stati d'animo;



Note Positive:
-  Bill Murray che canta e stona al karaoke è strabiliante;



- la voce di Scarlett: se in un film c'è Scarlett lo guarderò solo in lingua originale!

- Bill Murray e il suo stile dolce amaro durante lo spot pubblicitario.




Malinconica la scena finale, quando, nel salutarla, Bob sussurra all'orecchio di Charlotte qualcosa che non sentiamo, che nessuno può sentire. È un segreto che rimane tra loro due. Quello è stato magico.








"I'm looking for the truth. The audience doesn't come to see you, they come to see themselves" - cit.