Per me è sempre stato un evento incredibile, un'insieme di momenti difficilmente spiegabili ed analizzabili.
Wanderlust: in questa parola è racchiuso tutto ciò che per me rappresenta viaggiare! Girare, conoscere, camminare, perdersi, assaporare, interagire, curiosare ma soprattutto imparare.
Chi non viaggia non sa cosa si perde. Per me è una persona a metà. Viaggiare riempe il nostro bagaglio culturale, ci rende migliori.
A volte penso che avrei dovuto sceglier un lavoro che mi permettesse di viaggiare. Però credo ci sia una sostanziale differenza tra viaggiare per lavoro e viaggiare per un piacere più personale. Anche perché con la seconda opzione servirebbe un reddito più che sostanzioso.
Aerorporto: preferisco di gran lunga quello di Venezia, da più il senso di immensità, via vai di persone e parcheggi più semplici da usufruire. Hahaahahhaha
Amo viaggiare! Confido in Dio di arrivare sana e salva e di godermi ste meritate ferie!
Buon voyage a moi!
Ps: alla security check mi hanno fatto levare le scarpe e palpata in ogni dove (tranne li obviously!)
Uno dei momenti più romantici e di aperta consapevolezza della decadenza, dell'inizo della fine.
Una "ballata dell'amore e della morte",una morte dalla quale non si può scampare, ma dalla quale ci si può far cullare.
The Man I Love è una canzone scritta da George and Ira Gershwin; nel film per la tv "The Normal Heart" è presente come una dolce e potente cover cantata dal NYC Gay Men's Chorus. Devo ammettere che è stato il momento più emozionante del film.
Ecco il primo trailer di Dear White People, la commedia d'esordio di Justin Simien che si è fatto notare in alcuni festival americani, arrivando ad ottenere un premio speciale della giuria all'ultimo Sundance Film Festival. Il film di debutto del regista Justin Simien, è già tra i "10 registi da tenere d'occhio" per quanto riguarda il cinema indipendente.
"Dear white people: please stop touching my hair. Does this look like a petting zoo to you?"
Acclamato dai critici all’ultimo Sundance Film Festival e non solo vedrà la luce il 17 ottobre 2014 nelle sale americane; visto che le probabilità che essa venga distribuita nelle sale italiane al momento siano pari a -0.
E' una pellicola che farà discutere, almeno in America soprattutto dopo i fatti di Ferguson.
Qui purtroppo è ancora troppo presto per parlare di ragazzi o ragazze AFRO-ITALIANI! Noi siamo ancora lontani anni luce da ogni forma o possibilità di Italia post-razzista.
Vedi Calderoli che accusa l’ex ministro Kyenge di avergli fatto della “macumba. ”L'ITALIA è sempre un passo indietro. Questo è un dato di fatto, se saremo fortunati questo film uscirà in home video.
Il tema affrontato è delicato, ha un punto di vista diverso, diretto e personale. E mi ricorda il progetto "I TOO I AM HARVARD" so quanto le persone di colore o di razza mista, nonostante studino nella prestigiosa Harvad vadano ancora incontro a stupidi stereotipi razzisti, ma ne parlerò in un altro post.
Promo video for I, Too, Am Harvard made by Ahsante Bean, Harvard College Class of 2015
Dear White People è un film sulle diversità razziali all’interno dei college americani, che ancora rappresentano una minoranza rispetto agli studenti bianchi, una satira che affronta questa problematica. La complessità di essere neri in un’America apparentemente post-razziale.
Sono proprio curiosa di vederlo. See you soon.
"Dear White People" fruisce di un cast di talenti emergenti:
Tyler James Williams ("Tutti odiano Chris", "Peeples"),
Tessa Thompson ("For Colored Girls", "Veronica Mars"),
Teyonah Parris ("Mad Men," They Came Together"),
Brandon P. Campana ("Hollywood Heights"),
Kyle Gallner (A Nightmare on Elm Street, CBGB),
Malcolm Barrett (The Hurt Locker),
Brittany Curran ("Chicago Fire"),
Marque Richardson ("The Newsroom")
Dennis Haysbert ("24", "Lontano dal Paradiso").
Il cast di Dear White People: gli attori Brandon P Bell, Teyonah Parris, Tessa Thompson, Kyle Gallner e il regista Justin Simien. (Larry Busacca/Getty Images)
Si vede una nave o meglio un traghetto in lontananza.
É una Love Boat diretto a Fairy ops Fire Pine Island. Ned Weeks scende dal traghetto. Ned Weeks è in estasi alla visione di tutti quei manzi. Siamo in un'isola piena zeppa di gay men.
Ned Weeks è uno scrittore dichiaratamente gay, ma che in realtà non vive, volontariamente appieno la sua vita (sessuale). Ned crede nell'amore vero, eterno e magico. Non crede nei rapporti occasionali, effimeri e tipici della comunità gay e "cavallo di battaglia" degli anni 80.
Ned Weeks è anche un attivista per i diritti LGBT. Ostinato e combattivo come pochi, per preservare l'unico grande amore della sua vita, Felix dall'infausta e purtroppo prevedibile fine.
Viene aiutato da Emma Bronkner, l'unico medico che aveva precedentemente studiato alcuni casi di contagio e forse l'unica con la volontà di dare concretamente una mano. Emma è tenace e grintosa, nonostante sia costretta su una sedia a rotelle a causa della poliomielite contratta da bambina, non si arrende mai. Nemmeno di fronte all'atteggiamento dello staff del suo stesso ospedale che si rifiuta di curare i malati di AIDS.
"You think is a privilege to watch young men die?"
Tra Ned ed Emma nasce una forte alleanza prima e una grandiosa amicizia poi, nel combattere l'avvento e il prolificarsi del virus, soprattutto nella gay community.
La scena-confronto tra Emma e la Gay community è memorabile: la dottoressa consiglia loro di smettere difar sesso, almeno fino a quando la malattia non fosse stata contenuta; per contro questa richiesta viene vista come una rinnegamento e privazione di tutti i diritti per cui per anni avevano ottenuto. L'Essere liberi di essere.
Per affrontare meglio l'evolversi in negativo della malattia nasce nel 1982 la Gay Men Health Crisis (GMHC), un'associazione di assistenza e volontariato iniziata per venire incontro al numero crescente di vittime che non venivano visitate o ricoverate in nessun ospedale o ambulatorio.
Una nota di merito va a Matt Bomer per la sua straordinaria trasformazione fisica a cui si è dovuto sottoporre per il film.
Il momento più toccante del film tv è quando Tommy, con mesta tristezza mette via i biglietti con i nomi delle persone che hanno perso la loro battaglia contro l'AIDS.
Il leitmotiv del film è la costante INDIFFERENZA da parte della community e delle autorità, relegando l'epidemia come un "problema dei gay", non riconducibile alle persone etero.
La HBO ci sa fare, ha fatto del realismo il suo marchio di fabbrica. Un'attenzione ai dialoghi e alla sceneggiatura unica. Continua a sfornare serie tv da urlo (vedi Girls, True Detective e game of Thrones).
E ora il film per la tv The Normal Heart: una pellcola dalla grande forza emotiva, che non dovrebbe lasciar indifferenti.
The normal heart racconta il panico e la sofferenza dei primi anni dell’epidemia, quando il virus dell’AIDS è comparso all’improvviso, senza un nome e senza una cura, nel disinteresse generale.
Una fotografia realistica, pronta a raccogliere l'anima e l'atmosfera 80s. I colori che variano a seconda della scena e dello stato d'animo: dai colori chiari e sgargianti sulla spiaggia che successivamente assumono toni cupi e tristi quando comincia l'incubo del "cancro degli omosessuali".
Interpretazioni da urlo. Il film ci mostra le top star dichiaratamente gay su piazza: il mio "compianto" Matt Bomer, la star di The Big Bang Theory, Jim Parsons.
Ma tra gli attori più sorprendenti troviamo Mark Ruffalo, Taylor Kitsh e Julia Roberts.
ll resto del cast è composto da:
- Matt Bomer: interpreta Felix Turner, un giornalista del New York Time che diventa poi il compagno di Ned Weeks (Mark Ruffalo);
- Taylor Kitsch: interpreta Bruce Neils, frontaman belloccio del GMHC;
- Jim Parson: interpreta Tommy Boatwright
- Joe Mantello: interpreta Mickey Marcus
- Alfred Molina: interpreta il fratello di Ned Weeks.
Attori perfetti per il film, che si sono immedesimati alla perfezione nei rispettivi ruoli.
Produttori Brad Pitt & Mark Ruffalo. Brad reciterà anche poco negli ultimi anni, ma sta facendo venire alla luce tanti tanti film: vedi 12 anni schiavo, World war Z. Grazie alla sua casa di produzione Plan B.
La glamourous soundtrack, che include hit intramontabili quali Angel Eyes e More Than This dei Roxy Music, Do You Really Want to Hurt Me dei Culture Club, I Will Survive di Gloria Gaynor, You Make Me Feel di Sylvester e Waiting on a Friend dei Rolling Stones, si chiude emblematicamente sulle note malinconiche di The Only Living Boy in New York, uno dei brani più belli e struggenti del repertorio di Simon & Garfunkel.
La reinterpretazione di "The Man I Love" in Gay/Glee mood mi ha fatto emozionare tantissimo!
Ma chi tira fuori certe ideone?!? Murphy of course!
Sexual Awereness: se solo avessero messo da parte l'orgoglio e avessero pensato alla salute... vabbè col senno di poi si possono fare tanti discorsi. Ma non cambia la storia. Memorabile la scena-confronto tra Emma.
Vedo alcune analogie con Dallas Buyers Club, sicuramente non volute ad es.:
- La scena di Bomer col camice in ospedale vs Leto entrambe icone fashion,
- I balli al bar vs I balli al club;
Note Negative:
- Jonathan Groff muore quasi subito! Ufff!!!
-sapere che tante e troppe persone sono morte nella non consapevolezza, senza l'aiuto di nessuno. Trattate peggio dei cani, vedi la salma di Albert;
Note positive:
- il non ostentare sulle scene di carattere sessuale, riuscendo a puntare sull'amore e sull'amicizia tra uomini;
- l'interpretazione di Mark Ruffalo e Taylor Kitsch (spero di averlo scritto giusto);
- la cover al maschile di una delle mie canzoni Jazz preferite: "The Man I Love";
- la fotografia e la scenografia: ampliare la visione e rendere I look e il mondo eighties;
- una Julia Roberts in gran forma (se pur in sedia a rotelle).
Un film di denuncia che aprirà a grandi dibattiti e porterà spero ad una grande presa di coscienza.
Ad oggi il contagio avanza. Consapevolmente o meno seppur nel 2014 il contagio avanza. È di pochi settimane fa un articolo sul giornale di Vicenza di nuovi casi di contagio da AIDS.
"Siamo tutte bombe a orologeria"
Qui non importa credere o condividere il pensiero gay, perché al di là delle nostre preferenze sessuali moriamo tutti... l'Aids può essere partita dal mondo gay o meno, ma colpisce e soprattutto ha infettato e ucciso milioni di persone.
We are all little fairies! In search of Love!
Un film che va guardato con il cuore, senza pregiudizi.
"Io voglio essere capito da chi capisce. Una popolarità a livello di massa non mi interessa neanche. Preferisco un valore reale che un valore alla portata di tutti ma che non significa niente. (Alfredo Kraus)"
Ammetto che scrivo pochi, anzi pochissimi post. E già questo è un punto a mio sfavore. Ma anche se pubblico post non mi caga nessuno indi per cui sto battendo la fiacca. Il fatto di non aver followers attivi che commentino in realtà non mi tange, ogni tanto sbuca qualche blogger che mi da sempre soddisfazioni. Io mio ego apprezza.
Ironia portami via!
Ma io commento (sporadicamente) gli altri blog, ma la gente manco risponde (Where is the education). Too busy I presume. I'm too much polite! Non so gli altri bloggers, ma io non riesco fisicamente e mentalmente a leggere e commentare tutti i blog che seguo! Lavorando a turni la cosa si fa ancor più ardua.
Non mi lamento più di tanto vista la mia decisione di allontanarmi un po' dalla tecnologia: passavo troppo tempo tra social vari e cellulare sempre alla mano, mi sembrava di perdermi le cose belle della vita.
Diciamo che preferisco andare a camminare, guardarmi un bel film o leggere un bel libro. Ma soprattutto interagire con le persone reali finché posso. :)
E poi il mio blog è una sorta di diario, ma mi faccio ancora troppe premure nel espormi, nel dubbio supremo che qualche collega di lavoro o persona poco fidata possa sputtanarmi nella mia cittadina. In realtà poco mi importa, ho uno spirito troppo menefreghista perché la cosa mi tocchi.
Domani ho turno in ambulanza, spero vada tutto bene.
Ecco poi vedi queste immagini e pensi dai, VOLERE E POTERE!
In questa foto-confronto abbiamo Zooey Deschanel and Rashida Jones nella prima foto in una poco carina fase della loro adolescenza e poi in un'immagine tratta dal film: "Our Idiot Brother".
Ricordo alle bulle che quando diventeranno grandi saranno brutte e piene di rughe, mentre le "sfigatelle" diventeranno delle super strafighe ultrapagate, grazie al loro talento e spirito di sopravvivenza!
Grande citazione:
"Be nice to ugly girls because they might achieve Zooey Deschanel and Rashida Jones level hotness."
Unico Infermiere maschio:"Ehm, dove sei?"
Arym: "Oh.Mio.Dio.!. Arrivo."
Solitamente quando mi sveglio di soprassalto non ho né il senso del tempo né dello spazio. Ma una cosa l'ho realizzata bene: non mi sono alzata in orario per andare al lavoro! Tenendo conto che il mio turno iniziava alle 7, non ho voluto immaginare le imprecazioni mentali del mio collega. Probabilmente già avvezzo ai miei ritardi, ha solo sospirato, arrendendosi. In realtà arrivo a pelo, timbro a pelo, mi cambio a pelo e poi con nonchalance arrivo in reparto.
Diciamo che non sono mai stata una persona puntuale e precisa. Il problema è che sia con le scuole che con il lavoro mi è sempre andata bene perché li ho a pochi passi da casa. Ma dopo la sfuriata dell'altro giorno, della mia responsabile ad una mia collega per la sua "prima mezz'ora di ritardo, credo che sarebbe d'uopo regolarmi. PREVENIRE è MEGLIO CHE CURARE!
Ore 7,48 - TIMBRATURA
Corro in spogliatoio, mi cambio alla velocità della luce, mi avvicino all'ascensore ma poi mi ricordo che è rotto. Cazz..
Punto successivamente all'ascensore della cucina, devo fare in fretta perché se arrivano le cuoche sono KO!
Ore 7, 53 - REPARTO PSICHIATRICO
Arrivo in reparto e un coro festante di ospiti mi da il benvenuto: per la serie "facciamo sapere a tutti che Arym è arrivata in ritardo!"
Ovviamente evito accuratamente lo sguardo del mio collega, evidentemente e aggiungerei giustamente irritato.
Mi fiondo sulla terapia e a testa china volteggio tra Talofen, Entumin e Serenase.
(Subsonica - Depre)
Tanto per sottolineare che non ero in orario i pazienti hanno pensato bene di bussare ripetutamente sulla porta dell'infermeria e di chiamarmi a gran voce. Odiosi. Odiosi. Odiosi.
Dopo averli serviti e "drogati" ho ottenuto come premio un turno nella norma, ossia niente botte, niente schiamazzi e soprattutto nessuna chiamata al 118! Praise be to God!
Alla fine è stata una giornata abbastanza tranquilla. Non ero rincoglionita e il mio unico collega maschio mi ha perdonato.
Un turno in psichiatria non può finire senza un paziente che puntualmente ti aggiorna sullo stato del suo alvo, urlandoti: "Arym ho fatto la cacca, me la segni?"
Che mi serva da lezione.
Ore 14,12 - TIMBRATURA = LIBERTà
Ps: So da fonti certe che la mia responsabile mi cercava giovedì mattina; il punto è che non mi caga mai, per cui devo aver paura?! Bah.. I don't care!