La Mia Vita e le sue Infinite Sottotrame… mentre Vivo momenti di Confusione tra Realtà & Cinema!

martedì 18 ottobre 2011

MUST SEE FALL 2011



SERIE TV:


·        GREY’S ANATOMY 7^





·        MILDRED PIERCE




·        SUPERNATURAL 5^-6^



·        FRINGE 3^


  • HAVEN 1^



·        MAD MEN 1 ^à4^



·        SUITS 1^



·        PRETTY LITTLE LIARS 2^




·        THE BIG C 2^




·        TRUE BLOOD 4^




venerdì 7 ottobre 2011

Questa Voglia, questa Voglia che non Passa...




Questa mattina mi sono svegliata con questo desiderio, this unstoppable desire di...

CROSTATA ALLA FRUTTA CON CREMA PASTICCERA... 


Cosi mi son detta perchè non andare in pasticceria a comprarmene una, ma poi... ho sentito un tuono, poi un altro e n'altro ancora e ho desistito... ma poi... massì ho l'ombrello.... così inforco le sneakers apro la porta e vedo acqua ovunque... e penso uhmm ma poi mi bagno, soprattutto i piedi... e mi ammalo.. naaahhhh dietro front... mi illmino e guardo il portfolio... 0 euro... manco male... ho evitato una figraccia... Così alla fine mi sono accontentata dei Grancereali Fibra&Fibra e del tè Lipton... :)


per cui ho deciso di aumentare la mia malsana voglia guardando e leggendo questa ricetta da: 
http://ricette.pourfemme.it/foto/crostata-di-frutta-fresca/




·         Difficoltà:Facile
·         Tempo:60 min.
·         Persone:6
·         Calorie:370/porzione

La crostata di frutta fresca è un dolce molto classico e sfizioso che si può preparare tutto l’anno e adattare in base alla frutta di stagione, viene buonissima con qualsiasi tipo di frutto, l’importante è che piaccia a voi, se poi volete dare un tocco particolare potete anche usare un pò di frutta sciroppata. La crostata di frutta fresca è facilissima da realizzare, potete semplificare ulteriormente la ricetta usando la pasta frolla già pronta ed il preparato per crema pasticcera, per la pasta frolla se non avete tempo potete farlo, il preparato per la crema io ve lo sconsiglio, farla in casa è altrettanto semplice, si sporcano le stesse cose ma è molto più buona.

Ingredienti
·         Pasta Frolla: 1 dose
·         Crema pasticcera: 1 dose
·         Frutta fresca a piacere: qb



Ricetta Pasta Frolla

· Difficoltà:Facile
· Tempo:90 min.
· Persone:4
· Calorie:360

La pasta frolla è una ricetta di base essenziale in cucina, per pigrizia spesso la si compra già pronta ma farla in casa non solo è molto più buona ma è anche più economica, inoltre potrete aromatizzarla a piacere senza per forza dover sentire quei sapori forti degli impasti già pronti. La pasta frolla la potete usare per biscotti, crostate, pasticcini, è l’impasto di base che si usa per tantissimi dolci, quindi è sempre utile avere una buona ricetta di riferimento.

Ingredienti
· farina: 250 gr
· burro: 180 gr
· Zucchero a velo: 100 gr
· Uovo: 2 tuorli
· Limone: scorza di metà

Ricetta e preparazione:


Ecco la ricetta per la pasta frolla, con un pochino di pazienza otterrete un impasto versatile e buonissimo da usare per mille ricette.

1. Prendete una ciotola e mettete dentro la farina setacciata, aggiungete ilburro freddo fatto a pezzettini, impastate bene questi due ingredienti sfregandoli tra i polpastrelli per sbriciolare il burro, poi aggiungete lozucchero a velo e i tuorli delle uova.
2. Impastate bene il composto e aggiungete la scorza di limone grattugiata, dovete lavorare il composto il meno possibile quindi cercate di essere rapide.
3. Formate una palla e avvolgetela con la pellicola trasparente, fate riposare l’impasto in frigorifero per almeno un’ora. Poi infarinate la spianatoia e con il mattarello fate la vostra sfoglia, a questo punto la pasta frolla e potete usarla per fare crostate e biscottini.
Consigli
La pasta frolla deve essere lavorata molto rapidamente in questo modo la resa sarà migliore, quindi mi raccomando concentratevi solo su di lei!


Ricetta Crema Pasticcera

· Difficoltà:Facile
· Tempo:20 min
· Persone:Quattro
· Calorie:280

Oggi vi propongo una ricetta di base, la crema pasticcera, la crema più famosa ed usata del mondo e che tutti devono imparare a fare prima o poi! Lacrema pasticcera si può usare per farcire torte e biscotti, si può usare come base per fare dei budini, per merenda a colazione insomma per qualsiasi preparazione dolce! Oggi vi propongo la ricetta crema pasticcera che di solito uso io, il successo è assicurato.

Ingredienti


· Uova: 1 tuorlo
· Zucchero: 25 gr
· Latte: 125 ml
· Farina: 10 gr
· Baccello di vaniglia: 2 centimetri


Ricetta e preparazione


Ecco la ricetta per la crema pasticcera, tenetela a mente perchè la userete molto spesso!
1. Mettete il latte in un pentolino ed aggiungete la vaniglia tagliata a metà, portatelo a ebollizione e poi togliete la vaniglia e filtrate il latte con un colino a maglia fitta.
2. In una ciotola sbattete energicamente lo zucchero e il tuorlo, dovete ottenere un composto chiaro e spumoso, poi unite la farina e mescolate bene, poi piano piano aggiungete il latte a filo, mescolate bene in modo che non si formino i grumi.
3. Mettete il composto in un pentolino e fate cuocere, a fuoco molto dolce, fino a quando si sarà addensato. Se volete la crema pasticcera più densa fate sobbollire per 2-3 minuti o fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Consigli
Potete servire la crema pasticcera con ciuffetti di panna montata oppure con dentro pezzetti di cioccolato bianco.





Ricetta e preparazione 
CROSTATA DI FRUTTA FRESCA CON CREMA PASTICCERA:

Ecco come fare la crostata di frutta fresca:


1.     Preparate la pasta frolla, poi stendetela con un mattarello e mettetela in una teglia per crostate imburrata e infarinata oppure coperta con la carta da forno, bucherellate la frolla con una forchetta e cuocete la base per la crostata in forno caldo a 180°C per 20 minuti o fino alla doratura.
2.     Nel frattempo preparate la crema pasticcera cuocetela e poi mescolatela spesso per farla raffreddare. Lavate lafrutta di stagione che più vi piace e tagliatela a pezzetti.
3.     Mettete la crema pasticcera nella base di frolla e poi decorate con la frutta fresca. Tenete in frigorifero fino al momento di servire.
Consigli
Se volete potete mettere uno strato di gelatina sulla frutta in modo che la crostata risulti brillante.


Gnam Gnam a Voi!!!

giovedì 6 ottobre 2011

"You've got to find what you love," Jobs says




Stanford Report, 14 giugno 2005 - Questo è il testo del discorso di Steve Jobs, capo di Apple Computer e Pixar Animation studio, in occasione della consegna dei diplomi celebratasi il 12 giugno 2005.


“Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.



La prima storia parla di “unire i puntini”.

Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?

Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.

Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.

Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:

il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.

Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.

Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete... questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.





La mia seconda storia parla di amore e di perdita.

Fui molto fortunato - ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione - il Macintosh - un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni... quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona - che pensavamo fosse di grande talento - per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.

Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.

Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.

Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.



La mia terza storia parla della morte.

Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto - tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento - sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.

Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.

Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.

Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.

Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.

Siate affamati. Siate folli.




"I'm looking for the truth. The audience doesn't come to see you, they come to see themselves" - cit.